In partenza il Progetto di rete “Io ci  sono”

Una rete a sostegno della dignità e libertà della donna

 

manifesto Io ci sono una rete a sostegno della donnaSan Severo fa sempre più spesso esperienze di rete. Dopo la campagna di pubblicizzazione del Programma  Comunale finalizzato alla Prevenzione del tumore al seno, a cui hanno partecipato numerosissime Associazioni,  fortemente motivate dall’importanza della iniziativa, volta alla salvaguardia di un valore immenso qual è la vita delle donne, la collaborazione continua, avendo ad oggetto un  problema altrettanto sentito : quello della dignità e della libertà della donna all’interno di una cultura infarcita di pregiudizi e violenza. D’altra parte la rete è la risposta più adeguata per superare i limiti derivanti  dalla cultura del frammento , da quella” dispersione caotica di cose e soggetti, di pratiche ed economie” che mette in crisi qualsiasi forma di continuità,  producendo  fatti ed eventi  che si esauriscono in se stessi, senza  alcuna possibilità e forza generativa di processi capaci di radicarsi  nella realtà, traendo da essa linfa per autoalimentarsi . Pertanto  anche in occasione della Giornata  Internazionale contro la violenza sulla donna, che cade il 25 novembre, la Consulta delle Associazioni  si è preoccupata di assicurare il necessario coordinamento affinchè le diverse energie, le diverse volontà, le diverse competenze, le diverse risorse, presenti in città potessero confrontarsi e condividere idee, conoscenze ed azioni al fine di giungere ad un progetto unitario che  integrasse le singole iniziative secondo un filo conduttore capace di generare e trasferire senso. È nato così il Progetto “Io ci sono” con la partecipazione attiva di un gran numero di Associazioni e la Partnership dello stesso Comune con lo scopo, non solo di informare ma piuttosto di formare e presentare i possibili modi, i  concreti strumenti e gli effettivi servizi con cui contrastare gli effetti di una cultura sostanzialmente non ancora pronta a rispettare i diritti e la dignità della donna. Basta guardare il programma delle quattro giornate ( 25-26-27-28 novembre) per rendersi conto della coerenza della sua impostazione che, partendo dalla necessità di aiutare la donna a prendere coscienza della sua “grandezza” e del suo “valore” affinchè  intraprenda il suo cammino verso l’autostima e l’amore di sé,  anche attraverso esempi di donne del passato che, grazie alle loro qualità ed alla potenza delle loro visioni, continuano ancora oggi ad essere validi punti di riferimento, passa ad illustrare i servizi a disposizione a cominciare dal CAV  e dalla rete antiviolenza, costituita da tutte le istituzioni coinvolte, per terminare con interventi nelle scuole rivolti ad educare contro i pregiudizi, introducendo in tal modo il concetto della prevenzione che è quello che ci fa guardare con speranza ad un futuro connotato da un maggior grado di giustizia e da un  rispetto più sostanziale, e non solo enunciato, delle differenze di genere.